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Amore, abbandono ed elaborazione del lutto

tramonto romantico

Courtesy of Alessandra Lorusso

Nelle questioni amorose, in particolare nel momento dell’abbandono, il fattore cognitivo di cause e motivi è fondamentale. L’elaborazione del lutto avviene anche attraverso la conoscenza. Chi dice di ignorare, di lasciar perdere sbaglia.
Il passaggio fondamentale è passare dal momento acuto a quello razionale. Da qui in avanti ogni informazione è utile alla composizione del quadro. Dati, mattoni che formano quell’immagine che si cercava e che ancora è mal definita ma assume un aspetto meno estraneo e più analizzabile.

La mancanza di conoscenza in queste questioni genera un sonno della capacità di governare se stessi. Conoscere inoltre diventa ad un dato momento un fronte su cui ci si può assestare per ripartire. Una sorta di linea del Piave. Ma senza la conoscenza si ha solo una rotta disordinata e caotica. E questo è quello che succede ad ascoltare chi dice di mettere la proverbiale pietra sopra.

Luoghi comuni, balle per gente piccola che utilizza prodotti psicologici in scatola per dire ciò che è ovvio senza avere invece la capacità di andare oltre per paura di cosa poi? Di dare false speranze? Di causare qualcosa di irreparabile? L’irreparabile avviene quando cessa la ricerca, quando il sonno ha il sopravvento sulla veglia. La cessazione della ricerca è smettere di vivere: come gli ubriachi che si addormentano nel gelo e muoiono. Non si tratta, come molti pensano, di sbattere la testa contro il muro o di perseverare in un errore. E’, anzi, l’esatto contrario in quanto azione produttiva e generatrice di meccanismi positivi.

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