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Cos’è l’amore. Francesco de Gregori – Cardiologia

Cos’è l’amore? la sua essenza spesso ci sfugge. Spesso non sappiamo se quello che sentiamo è amore vero o un’emozione passeggera. Molti passano la vita inseguendo un’ideale di amore, senza rendersi conto che nell’amore non esistono ideali e modelli. Molti non ci pensano.

Spesso amiamo o crediamo di amare senza il giusto grado di maturità, legati a schemi infantili ed egoistici di cui facciamo fatica a liberarci. Capita di scambiare l’amore per un’impulso sessuale molto forte, quando dovrebbe essere l’amore a generare il piacere del sesso con la persona amata.

Si parla spesso di amore universale, di amore come idea.

E’ difficile definirlo, questo sentimento che non ci fa dormire, che ci toglie l’appetito, che ci rende distratti, strani, allegri, tristi. Questa sensazione che aggroviglia lo stomaco e ci fa saltare il cuore fuori dal petto. Questo impulso che ci fa fare cose che normalmente considereremmo atti di follia, che ci porta ad un abbandono totale e ci fa vegliare notti intere aspettando il giorno dopo nella speranza di vedere la persona amata.

L’amore è tutto: senza di esso ogni cosa della nostra vita perderebbe colore e ci troveremmo a vivere in un film in bianco e nero, senza quel soffio divino che ha da sempre e in ogni angolo del mondo, ha dato la spinta per tutto ciò che di bello possiamo trovare nelle nostre vite.

L’amore viene prima di tutto: senza di esso il tutto diventa niente.

A questo proposito offriamo ai nostri lettori l’ascolto di una bellissima canzone di Francesco De Gregori che, significativamente, si intitola Cardiologia.

 


Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare
Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare
A sbattersi nel buio e a farsi vedere
A sanguinare di nascosto e a pagare da bere
A goccia a goccia, ma tu guarda, il mio cuore mangiato
L’amore ha sempre fame, non l’avevi notato
E dice sempre con disinvoltura
Senza paura dice: “mai”, senza paura mai.

Che si veste di bianco per scandalizzare
E compra rose a dozzine
E fa curvare i pianeti e fa piegare le schiene
Che si gioca per vincere e chi vince è perduto
Con una chiave ed un numero in mano
Tutta la notte aspettare un saluto
E a pensare: “ti amo”

Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata
E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata
E macina la sabbia dentro i mulini a vento
E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo
E poi l’amore indecente, che si lascia guardare
L’amore prepotente che si deve fare
E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente
Chè dell’amore non si butta niente

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