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Fabio Volo – L’amore non si sa quando ci colpirà

fabio volo

Fabio Volo, come pochi altri, ci sa spiegare con parole semplici, lineari, il sentimento più forte che un essere umano possa provare: l’amore. E lo fa mettendoci davanti a stati d’animo, situazioni, sfumature e timori che prima o poi abbiamo provato o comunque proveremo almeno una volta nella vita.

Si può decidere di amare? Si può stabilire un momento? Si può avere il controllo di questo dio con arco e frecce? La risposta è no: l’amore arriva o non arriva, non ci sono vie di mezzo. L’amore non può portare maschere: ogni travestimento si squaglierebbe alla prima difficoltà. Possiamo ingannare noi stessi, ingannare gli altri, ma non inganniamo Cupido che, se non ci ha colpito, è impossibile da truffare.

L’amore a volte fa paura: a volte lo rifiutiamo perché comporta responsabilità, non tanto materiali, quanto responsabilità nei confronti dei sentimenti di un’altra persona che in noi ripone fiducia e che grazie a noi coltiva speranze. Allora si fugge, si corre verso un non meglio definito orizzonte per poi ritrovarci con le stesse vecchie paure, come pesci che nuotano sempre nello stesso acquario. Allora arrivano i pentimenti, la voglia di tornare indietro e di ritrovare quella persona, il desiderio di correre per recuperare il tempo perduto e la voglia di credere fermamente che non ci sia nulla di irrimediabile. A volte funziona altre no.

L’amore non chiede permessi, non chiede chiavi per entrare dalla nostra porta. L’amore arriva con le sembianze di una persona che era nel mondo come lo eravamo noi, inconsapevoli l’una dell’altra, ignare del momento in cui l’incontro avrebbe creato quella reazione che null’altro nel mondo potrà scatenare.

Ma leggete questo passo di Fabio Volo che, meglio di qualunque cosa si possa scrivere, ci esplicita questo sentimento, forte, quasi violento che ci aggredisce e ci possiede e ci fa sentire, nel bene e nel male, finalmente vivi.

L’amore è come la morte: non si sa quando ci colpirà. La morte non si può evitare, ma un controllo possiamo averlo: per esempio possiamo decidere il momento. L’amore no,non è possibile pianificarlo,non si può decidere di amare. Viviamo senza sapere quando la donna o l’uomo che ci sconvolgerà entrerà nella nostra vita. Potrebbe arrivare come purtroppo è successo a me, quando ormai non si è più nemmeno capaci di amare. Ci sono periodi in cui ci piacerebbe essere sconvolti da qualcuno, ma non è detto che la semplice forza del nostro desiderio ce lo faccia incontrare. E’ come quando si esce per fare shopping, spinti dal desiderio di comprare qualcosa, ma non si sa cosa! Potrebbe essere un libro, una sciarpa,un paio di occhiali, o un profumo… Ma a volte succede che ”non ho preso niente, perché non ho trovato nulla di interessante!”. Prima di incontrare lei avevo mille storie in ballo, mille avventure. Mi piaceva vivere così, il fascino della novità è sempre stato per anni una droga cui non potevo rinunciare. Poi è arrivata lei.. E ho sentito che stava succedendo qualcosa di diverso. Tanti particolari mi hanno fatto capire che lei non era come le altre… Uno di questi era che quando parlavamo non mi andava di scegliere le parole, ma solo di dire tutto quello che sentivo e provavo. Con lei ho capito che mi sarei dovuto fermare,ma poi, invece di amarla fino in fondo, mi sono accorto che era arrivato il conto da pagare: ho scoperto che non ero più in grado di amare.
Se qualcuno mi avesse chiesto se l’amavo, avrei risposto ”SI”. In fondo però, non sapevo se l’amavo veramente. Mentre cercavo di capire se ero ancora capace di farlo, ho iniziato a fingere l’amore.
La capacità di fingere l’avevo già sperimentata ed era ormai un’abitudine per me. Ci riuscivo bene, avendo finto tutta la vita! Pensavo che sarebbe stato facile anche con lei.
Solitamente le persone che fingiamo di amare imparano ad accontentarsi, forse perché, anche se l’amore che si riceve non è vero, è però vera l’offerta, l’intenzione.Il volere, il desiderio di farlo.
Invece di ingannare lei ho ingannato me stesso. Perché a un certo punto ci ho creduto veramente. L’odio non si può fingere, l’amore si. Anche se non per molto.
Per assurdo l’amore che fingevo, era la cosa più vera della mia vita.
Nelle storie spesso succede che prima si sta bene e poi si sta male. In alcuni casi ”si sta”. Si sta e basta né bene né male. Noi no. A lei non bastava più l’intenzione, l’offerta, il desiderio di farlo.
Il mio vero amore tardava ad arrivare. E lei stava mettendo la sua vita nelle mie mani. Troppe responsabilità, troppa responsabilità, troppa paura. Accogliere la vita di una persona tra le proprie braccia significa molto, forse troppo per me.
Significa perdersi tutto: i suoi sogni, i suoi desideri, il suo modo di pensare, i suoi valori, il suo modo d’amare, di fare l’amore, di parlare. Perfino gli orari del suo lavoro.
Il suono della sua sveglia, che la mattina suonava prima della mia.
Adesso che sono cambiato, però, e che ho capito molte cose, la vorrei qui con me. Per questo l’ho chiamata.. Perché magari il treno non l’ho perso del tutto!
Come quando scendendo le scale per prendere metropolitana sento il treno che arriva e corro pensando che sia quello che devo prendere, invece mi sbaglio. Ed è quello dall’altra parte. Magari con lei non è ancora partito, è ancora lì con le porte aperte.
Alla fine sono passati due anni, ma ancora la cerco e ci penso. Cosa mi manca di lei? Mi manca soprattutto il futuro. Nel senso che mi mancano tutte le cose che ancora non so e che vorrei scoprire con lei.
Mi manca tutto ciò che avremmo potuto vivere insieme.”

Fabio Volo, da “Il tempo che vorrei”


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