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Il primo appuntamento: consigli pratici

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Il primo appuntamento è considerato quasi sempre un banco di prova. Si ha paura di non fare bella figura, di non essere gradevoli o sufficientemente seduttivi. Già essere riusciti ad invitare ad uscire la persona che ci piace è stata un’impresa! Ora bisogna stare attenti a non commettere errori, a dire le frasi sbagliate. Bisogna trovare argomenti gradevoli, evitare che la conversazione languisca e dire qualcosa che possa stupire la persona che vogliamo conquistare.

Bene, tutti questi buoni propositi, di cui l’inferno è lastricato, rischiano di farvi ottenere esattamente l’opposto! L’ansia di piacere, infatti, ci porterà con molta facilità a commettere passi falsi e a non essere credibili: passi falsi perché rischiamo di fare gaffe colossali e a non essere credibili perché
nell’ansia di essere interessanti indosseremo istintivamente una maschera. In tal modo l’altra persona vedrà che stiamo recitando. Il risultato sarà il rischio altissimo di risultare “costruiti” agli occhi della vostra
lei o del vostro lui.

Alle persone, pensate anche a voi stessi, non piace avere davanti qualcuno che recita: recitare può reggere una sera, ma in una relazione? Potreste recitare come la prima sera per anni? No!

Certo, un po’ di atteggiamento nel corteggiare ci vuole, è naturale e, anzi, sano. Ma dovete assolutamente rifuggire dalla tentazione di fare più di quello che siete. In una canzone, Bob Dylan cantava: “as great as you are man you’ll never be greater than yourself”. Ed è proprio quello che si deve fare: se per conquistare una persona dobbiamo atteggiarci e non bastiamo come siamo davvero, vuol dire che c’è qualcosa che non funziona e che probabilmente quella persona non fa per noi.

Altro errore: dare sempre ragione all’altro e fare… lo zerbino! Si risulterebbe stucchevoli e irritanti. Chi ci sta di fronte, difficilmente vuole essere approvato in tutto: anche in quel caso si accorgerebbe del vostro malcelato tentativo di accondiscendere.

Altri consigli utili soprattutto per gli uomini: parlate poco, pochissimo di voi stessi, dei vostri meriti, dei vostri viaggi e del vostro lavoro o di quanto suonate bene il pianoforte. Se piacete piacete e basta. Non avete bisogno di presentarvi: riservate il curriculum per un colloquio di lavoro, è meglio. Non dico di stare zitti, ma non fate dei monologhi su voi stessi. Non fate nemmeno troppe battute per fare i brillanti: alcune facezie, se non c’è molta confidenza, potrebbero essere travisate.

Non cercate, cavalieri, di fare gli “sguardi da conquistatore”: queste cose funzionano nei film. Nella realtà sono cose ridicole. Siate giustamente fissi sul suo volto e sui suoi occhi e sorridete.
Se poi incappate in qualche gesto maldestro scherzateci sopra, non cercate di fare i sostenuti: l’autoironia
è generalmente apprezzata ed è sintomo di intelligenza.

Insomma, ragazzi: rilassati e… normali! Il fascino non viene da atteggiamenti artefatti, ma dalla
naturalezza. Vogliamo concludere con una banalità e con un luogo comune? Siate voi stessi!

 


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