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La prima volta: a quale età?

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Amore, sesso e verginità: argomenti scottanti che preoccupano tanti giovani di entrambi i sessi. La domanda cruciale è: esiste un’età giusta per avere il primo rapporto sessuale? O, più romanticamente, fare l’amore. Perché diciamolo: “rapporto sessuale” fa pensare più ad un referto medico che non ad una storia d’amore! Ma non divaghiamo.

Oggi, ma non è certo un fenomeno nuovissimo, si tende in molti casi a bruciare le tappe e ad avere il primo rapporto completo (in questo caso il termine è d’obbligo). Dalle statistiche emerge che 6 ragazze su 10 hanno il primo rapporto sessuale tra i 15 e i 18 anni ma in molti casi l’età è anche più bassa, arrivando fino a 12 anni. E’ un problema? Non è un problema? Svincolandoci da canoni religiosi di qualunque tipo e da ragioni culturali e ragionando in un’ottica laica, il problema non si porrebbe. Tecnicamente, infatti, nel momento dello sviluppo siamo tutti potenzialmente pronti a procreare e quindi ad arrivare alla penetrazione.

Ma siamo sicuri che avere la prima esperienza sessuale completa in età più che giovane sia giusto e corretto? La risposta non è facile, anche perché bisogna darla sganciandosi non solo da valori di ordine strettamente religioso, ma anche da valori di carattere morale. Dare una valenza morale al sesso è quanto di più sbagliato ci possa essere ed è quello che poi in alcuni casi porta a una visione distorta e malata di qualcosa che non solo è naturale e normale, ma è l’aspetto ultimo e più intimo che unisce due persone che si amano. Sesso e morale non vanno quindi a braccetto, se non al rischio di creare falsi miti, inibizioni o altri comportamenti “deviati”. Allora dove si pone il problema?

La “prima volta” è, questo non lo neghiamo, una tappa estremamente importante nella crescita. Anzi, oserei dire fondamentale. Fare l’amore è uno degli aspetti che ci fa entrare nel mondo adulto, che ci cambia insomma. Ma, come in tutte le cose che ci traghettano dall’adolescenza all’età adulta, è senza dubbio delicata. In un età così problematica, bruciare le tappe può essere rischioso per uno sviluppo equilibrato, e questo in tutti i campi, non solo nella sfera sessuale. Perché ad esempio si dice che i bambini non devono lavorare? Basta rispondere a questa domanda per riportare lo stesso risultato nel campo amoroso. Se due adolescenti di 12-13 anni fanno l’amore, non è un male in sé, al di là del fatto che l’età legale per avere un rapporto in Italia è di 14 anni. Il problema sta nel fatto che una ragazza o un ragazzo a quell’età hanno poca consapevolezza di se stessi, del proprio corpo e dei propri comportamenti. Si è spinti come è naturale da una tempesta ormonale che tutti abbiamo subito e vissuto, ma in realtà ci manca ancora la capacità di discernere se quello è il momento giusto o sbagliato. Fare l’amore la prima volta troppo presto è ormai provato che può essere dannoso per uno sviluppo armonioso della psiche. Si fa perché è naturale e istintivo ma non se ne conoscono né gli effetti né le conseguenze che, nei casi più gravi, arrivano alla contrazione di malattie sessualmente trasmissibili. Anche una gravidanza, di per sé evento lieto, a 13 anni non è certo un evento ideale per una ragazza. Ma anche in assenza di malattie o di gravidanze, è comunque un fatto negativo arretrare troppo l’età per avere un rapporto (inteso in senso globale) consapevole con il proprio partner.

A condizionare questi comportamenti intervengono tanti fattori, tra cui i mass media che da anni ci bombardano di programmi e messaggi a carattere più o meno esplicitamente sessuale, inducendo i più giovani a credere che il sesso sia una sorta di sfida di gara e di prova di forza. Si esalta il machismo, un machismo di serie B, e l’idea che se lo si fa più tardi degli altri si diventa emarginati, “sfigati” insomma. Si dà alla sessualità una valenza meccanica, togliendo le cose più importanti a qualcosa che alla fine è un atto d’amore che, fatto con chi si ama davvero, è qualcosa di semplicemente meraviglioso. I mass media ci avvelenano inducendoci a comportamenti irresponsabili che vengono spacciati come una fonte di soddisfazioni, laddove dietro si cela il vuoto assoluto.

Si deve quindi avere una famiglia e possibilmente un sistema scolastico che ci educhi ad una visione della sessualità equilibrata, serena. Il sesso è una cosa assolutamente naturale, non è una gara e non c’è nessuno che vince e nessuno che perde. Farlo per farlo può significare pentirsene per non averlo fatto con la persona giusta o per averlo fatto “tanto per” o, peggio ancora, e parlo per le ragazze, a causa dell’insistenza del partner che viene alla fine soddisfatto più per sfinimento che per reale desiderio. In conclusione, non esiste un’età giusta: bisogna farlo quando lo sentiamo davvero. Non è detta che poi sia l’amore della nostra vita e di esperienze e storie d’amore ne possiamo avere tante nell’arco della nostra esistenza: anche la verginità forzata protratta fino alle nozze, secondo certi schemi culturali, può essere altrettanto dannosa e causa di frustrazioni che possono sfociare in comportamenti patologici. Ma bruciare le tappe è senza alcun dubbio una cosa da evitare. Fare l’amore è bello! Vivete il sesso come una cosa vera, naturale senza condizionamenti in un senso o nell’altro. I vostri amici l’hanno fatto e voi ancora no? Non sentitevi in difetto e non fatevi trascinare da eventuali sberleffi o condizionare da falsi miti: lo farete quando sarà il momento.


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