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Il potere magico della carezza diventa scientifico

carezza

La carezza ha un potere inimmaginabile, lo sapevi che accarezzare una persona può essere come “toccare” il cervello? Forse no.

Una recente ricerca scientifica ha dimostrato che ci sono dei dati emessi dall’epidermide toccata che va influenzare direttamente il cervello nostro. Insomma una importante ricerca scientifica dimostra come il tatto sia uno dei sensi più importanti ed abbia grande influenza sul sociale. La ricerca ha infatti scoperto che non ci sono due diverse vie di elaborazione o meglio non distinguiamo il tipo di carezza ma tutte le carezze influenzano emotivamente in modo importante.

Una carezza è sinonimo di affetto con essa si possono curare gravi patologie, l’autismo ad esempio.

Qualche tempo fa è stata pubblicata in America una ricerca  che ha analizzato le vie di elaborazione cerebrale dell’informazione tattile e dei suoi aspetti nella comunicazione sociale. La carezza è infatti uno dei segnali sociali più potenti dal punto di vista emozionale. 

Valeria Gazzola, ricercatrice italiana che ha fatto parte del team ha sottolineato che
“Intuitivamente, tutti noi crediamo che quando siamo toccati da qualcuno, per prima cosa percepiamo oggettivamente le proprietà fisiche del tocco: la sua velocità, la sua dolcezza, la rugosità della pelle, e che solo dopo, in un secondo momento, apprezziamo più o meno questo tocco in base di chi ci ha toccato”.
Ma lo studio ha dimostrato che per quanto riguarda la separazione tra le regioni cerebrali coinvolte: ciò che pensiamo di chi entra in contatto con noi distorce anche la rappresentazione apparentemente oggettiva di com’è il tocco sulla pelle.
Infatti la dottoressa Keysers “Niente nel nostro cervello è veramente oggettivo, La nostra percezione è profondamente e pervasivamente plasmata da come sentiamo le cose che percepiamo”.
Le carezze poi vengono lette dal cervello in un determinato modo. Come? Bhè sono sempre una bella esperienza sensoriale. Ecco infatti che per dimostrarlo i ricercatori hanno misurato il livello di attivazione cerebrale in 18 volontari eterosessuali maschi mentre venivano accarezzati su una gamba. I partecipanti non potevano vedere chi li accarezzava, ma guardavano un video che mostrava una donna attraente o un uomo che si chinava verso di loro per toccarli. In realtà, le carezze erano sempre date da una donna e con identiche modalità. I volontari hanno poi riferito di aver trovato piacevole l’esperienza quando ad accarezzarli era una donna e repulsiva quando pensavano che fosse stato un uomo.  Il dato rilevante, tuttavia, è che a questa differenza di valutazione dell’esperienza corrispondeva una maggiore attività nella corteccia somatosensoriale primaria quando erano convinti di essere stati toccati da una donna.
La carezza è quindi importante? Cosa ne pensi? Cosa fai?
Ti piace essere accarezzato?

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