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San Valentino: lost in Translation: gli italiano amano le straniere?

 

gli italiani subiscono il fascino straniero ma non riescono a farsi capire

Nelle App per incontri il 60% corteggia anche se non conosce la lingua

Milano10 febbraio 2015 – In amore è meglio seguire il detto Va’ dove ti porta il cuore” o “Mogli e buoi dei Paesi tuoi”? My English School, la scuola che con l’originale metodo “My Smart English” ha innovato lo studio dell’inglese in Italia, prova a rispondere a questa domanda fornendo una fotografia della capacità di seduzione degli italiani, ai tempi di chat, App e social network.

Le App per selezionare il partner ideale sembrano piacere molto agli italiani, hanno indubbiamente agevolato la vita dei “single” dato che sono utilizzate costantemente dal 20% degli intervistati e, saltuariamente, dal 41%. Solo un 39% di coraggiosi preferisce conoscere gente direttamente nella vita reale, tentando un approccio diretto.

 

Non di rado capita di incrociare (anche su social geolocalizzati) turisti stranieri di passaggio in Italia, in effetti il nostro Paese è uno dei più turistici al mondo, vuoi per la calda estate o le romantiche città d’arte ma il/la latin lover italiano/a sembra essere molto sensibile al fascino forestiero: l’80% di chi utilizza App dichiara di aver conosciuto qualcuno di straniero tramite la chat. Se sommiamo i valori online e offline scopriamo che più di un italiano su due (il 54%) ha avuto un colpo di fulmine per qualcuno di straniero e il 34% vorrebbe provare un flirt esotico almeno una volta nella vita.

Dai dati elaborati da MyES emerge una società aperta alla sperimentazione culturale e tecnologica, tuttavia trasformare un colpo di fulmine in un grande amore non è così semplice. La barriera più grande (ma spesso motivo di grande interesse) sembra essere ancora quella linguistica, e non è solo questione di accenti: il 64% dichiara che per esprimere apprezzamenti in un’altra lingua deve concentrarsi bene o addirittura preferisce evitare.

Si dice che uno sguardo sia sufficiente per capirsi, ma è anche vero che per chattare e corteggiare, le parole sono importanti: lo sa bene quel 27% che ha dichiarato di aver perso un incontro, o forse l’anima gemella, proprio a causa di problemi linguistici.

Il corteggiamento online dovrebbe essere veloce, fatto di botta e risposta per non far attendere troppo il partner, tuttavia il 63% dichiara di avere tempi di reazione lunghi, per pensare meglio alle battute. Nonostante le oggettive difficoltà a esprimersi, “chi non risica non rosica” e il 60% degli italiani sceglierebbe di tentare il corteggiamento online seppur conscio dei propri limiti: il 38% si lancerebbe nell’impresa sapendo di non riuscire a esprimersi al meglio, puntando sulle conoscenze del liceo, ma le cose vanno ancora peggio per il 27% degli intervistati, che considera le emoticons l’unica salvezza.

Gli italiani sono famosi in tutto il mondo per l’arte del corteggiamento. Turisti, studenti Erasmus, eventi… nel 2015 le occasioni per conoscere stranieri sono tantissime e avere padronanza della lingua inglese è sicuramente una freccia da aggiungere all’arco di Cupido” ha dichiarato Luigi Sguerri, Amministratore Unico di MyES, che ha aggiunto: “Nei centri MyES si studia l’inglese per viverlo e c’è molta attenzione all’interazione interpersonale, non solo alle strutture grammaticali della lingua. Essere spontanei in una conversazione aiuta nel lavoro, nella vita e soprattutto nell’amore!”.

Per scoprire di più su MyES: www.myenglishschool.it o http://www.myenglishschool.it/blog/

A proposito di My English School:

My English School è la scuola d’inglese organizzata ponendo al centro della didattica le esigenze del cliente e propone un metodo d’insegnamento completamente personalizzato.

Nel 2010 Luigi Sguerri, già imprenditore e proprietario di 3 scuole di inglese, dà vita al progetto MyES. L’idea è quella di insegnare l’inglese in modo semplice e coinvolgente per garantire agli studenti della scuola l’opportunità di vivere un’esperienza di studio differente da quanto già presente sul mercato. Ciò è stato possibile grazie all’elaborazione del metodo proprietario “My Smart English”, un approccio innovativo fondato sulle più avanzate teorie linguistiche, che abbina la didattica tradizionale basata sullo studio della struttura linguistica, a un’intensa attività di conversazione in piccoli gruppi.

MyES apre la prima sede a Firenze nel 2011, e grazie all’immediato successo riscosso dal metodo “MySmart English”, nuove sedi vengono inaugurate in breve tempo, con un incremento di clienti di oltre il 100% annuo.

Oggi, My English School, è una realtà presente su tutto il territorio nazionale con le sedi di Bari, BolognaFirenze, Milano, Modena, Palermo, Torino e Verona. Il gruppo conta circa 100 dipendenti e un fatturato complessivo di circa 6 milioni di euro. Nel 2015 sono previste 4 nuove aperture e, per il 2016, si sta studiando l’espansione dell’offerta MyES anche all’estero.

Seguici anche sulla Pagina Facebook di MyES: http://www.Facebook.com/MyEnglishSchool

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