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Il certificato di stato libero per le unioni civili extracomunitarie

Unioni civili extracomunitarie

Il 5 giugno 2016 arriverà il via libera alle unioni civili ed è interessante notare che potranno essere celebrate anche quelle fra un cittadino della Comunità Europea e uno che non vi appartiene e che, dopo l’unione, potrà chiedere il permesso o la carta di soggiorno prima per motivi familiari, e la cittadinanza dopo.

 

Cittadinanza e diritti

Dopo due anni dall’unione civile il partner straniero può chiedere la cittadinanza italiana, se nello stesso periodo è stato residente ininterrottamente nella Penisola. Se, invece, ha avuto mantenuto la residenza estera, allora potrà avere la cittadinanza italiana in tre anni.

Se il partner italiano muore o se i due decidono di sciogliere l’unione civile, lo straniero ha le stesse tutele di un coniuge.

 

Certificato di stato libero e altri documenti

Bisogna aspettare che arrivino i decreti attuativi, ma è molto probabile che per l’unione civile siano necessari gli stessi documenti richiesti per il matrimonio, tranne che per questo è prevista anche la pubblicazione:

  • La copia di un documento d’identità valido.

  • Il certificato di nascita tradotto e legalizzato

  • Un nulla-osta proveniente dal Paese di origine, che poi deve essere tradotto e legalizzato. A volte può essere un certificato di capacità matrimoniale, o comunque un documento più o meno corrispondente al nostro certificato di stato libero, in altre circostanze ancora un tipo diverso di certificato.

  • La certificazione che dimostri la regolarità della permanenza in Italia.

 

Il visto

Se il partner straniero non si trova già in Italia, ma deve venirci per unirsi civilmente, deve chiedere un visto che, non esistendo per matrimonio, dovrà essere turistico.

 

Pubblicazione

Non è ancora dato sapere se la novità delle unioni civili prevedrà delle pubblicazioni, così come già avviene in caso di matrimonio, ma l’interpretazione estensiva fatta dalla Giurisprudenza italiana ammette delle tutele per le coppie omosessuali in cui uno dei due partner sia straniero.

A questo proposito si ricorda la sentenza del Tribunale di Reggio Emilia datata febbraio 2012, secondo cui un cittadino straniero sposato con un italiano dello stesso sesso può chiedere un permesso di soggiorno per motivi familiari.

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